Cassano d'Adda, 18 gennaio 2015

RELAZIONE   MORALE   DEL   CAPOGRUPPO

Carissimi Alpini ed Amici,

prima di iniziare la lettura di questa (ve lo dico subito) mia lunga relazione, gradirei restaste vigili ed attenti, anche se le relazioni morali sono sempre soporifiche: è molto importante quello che Vi dirò perché alla fine voglio che ci sia un ampio dibattito sul nostro futuro associativo e che ci si chiarifichi e ci responsabilizzi sui nuovi prossimi impegni molto faticosi fisicamente ed altrettanto seri economicamente.                               

Permettetemi di ringraziare i rappresentanti sezionali presenti oggi alla nostra assemblea annuale. Ringrazio anche i soci del Gruppo che sono sempre presenti agli appuntamenti Associativi ed a tutte le attività che il nostro Consiglio programma ogni anno.

Oggi, nel ricordo di tutti i nostri soci “andati avanti” è doveroso un pensiero anche a tutti quelli iscritti alla nostra Sezione scomparsi prematuramente nel 2014, anche i militari italiani nonché i rappresentanti delle forze dell’ordine che, in Italia ed all’estero nel corso di missioni umanitarie, di pace ed impegnati nel tutelare la nostra sicurezza, hanno perso la vita a causa di attentati o di incidenti.

 

E’ doveroso rinnovare le condoglianze a molti di Voi che nell’anno passato hanno subìto gravi lutti familiari.

Vi chiedo di alzarvi e di osservare qualche istante di silenzio volgendo a loro un breve pensiero. Grazie.

Quest’anno la segreteria sezionale ha dettato delle linee guida di come noi capigruppo dovremmo scrivere una relazione morale: credo che tutte le mie relazioni abbiamo seguito queste linee guida e credetemi non è facile. Questa è la mia 25°: credo che il Consiglio Direttivo Sezionale debba aggiungere un altro premio “fedeltà” durante l’Assemblea Sezionale. Venticinque anni consecutivi da capogruppo non è da tutti.

Ci viene chiesto di esprimere le nostre opinioni sul futuro associativo: questo sarà il primo punto in discussione alla fine della mia relazione.

Personalmente penso che se non sarà ripristinata la leva obbligatoria e non sarà stabilito un numero sufficiente di giovani che dovranno essere arruolati nel Corpo degli Alpini, l’attuale sistema di arruolamento nelle nostre Forze Armate non darà certo linfa vitale al ricambio nella nostra Associazione. Voler altresì parificare diritti e doveri tra alpini ed aggregati non risolverà il problema perché anche “gli amici degli alpini” sono in via di estinzione.

Il nostro ex Presidente nazionale Corrado Perona aveva scritto una serie di riflessioni, paure ma anche alcune proposte per affrontare ed eventualmente porre dei rimedi sul nostro futuro associativo. La sua relazione era molto articolata, ma credo che il punto fondamentale del suo discorso era quello di andare a “caccia” degli alpini dormienti ed iscriverli all’A.N.A.

Anche l’attuale nostro Presidente nazionale Sebastiano Favero sta percorrendo, tra le altre, questa strada.

Ma io mi chiedo: “...e poi se una volta iscritti non ci sarà partecipazione associativa? Vale la quantità  o la qualità?”

Non discuto i suggerimenti dei nostri vertici associativi, ma rimango un po’ perplesso su quanto si afferma. Un’ultima considerazione mia personale posso esporla sul tema dedicato all’attuale arruolamento nelle Truppe Alpine e sui nostri valori.

Ci è stato insegnato che la nostra Associazione è custode delle tradizioni alpine e dei valori della nostra Patria; ci è stato detto che i vertici militari delle Truppe Alpine vogliono collaborare attivamente con l’A.N.A.

Ma non sempre è così!

Già nelle mie ultime relazioni ho espresso il mio pensiero e la mia preoccupazione di come potranno essere i futuri alpini: come saranno questi nuovi alpini dell’ultima generazione?

Che approccio avranno con l’Associazione Nazionale Alpini?

Ormai è già stato stravolto l’originario compito ed i concetti principali del Corpo degli Alpini ed il cavallo di battaglia del suo Fondatore: il senso era appunto quello di creare reparti militari con uomini reclutati nelle diverse valli per destinarli alla difesa delle valli stesse, da qui nasce il senso di aggregazione, di cameratismo;  ciò, che secondo me, avviene di rado con i nuovi alpini professionisti.

Noi alpini durante il servizio militare abbiamo forgiato l’amicizia, la lealtà; in noi c’era lo spirito di corpo e lo abbiamo conservato associandoci nell’A.N.A.

Questi erano i punti fondamentali per i quali il nostro Fondatore ha saputo creare un nuovo corpo militare.

Ora ci dicono che non è più così: il pensiero di quel Capitano non è più attuale; è anacronistico. Certo i tempi cambiano e cambiano modi e regole di vita, ma allora dobbiamo cambiare anche i primi punti del nostro Statuto? Da molti anni la discussione è aperta, ma credo che nessuno abbia la soluzione. Anche noi faremo come le altre associazioni d’arma: ci spegneremo come un lumicino.

Secondo punto di discussione: Adunata Nazionale 2019 a Milano. Anche se ormai è stata ufficialmente inoltrata la richiesta in Sede Nazionale per avere la suddetta Adunata nella nostra Sezione, molti Soci frenano. Vi riporto quello che è il pensiero del nostro Consiglio Sezionale:

$11)    La Sezione, ad ogni livello, partendo naturalmente dai gruppi, dovrà palesare concretamente la volontà di affrontare il tema Adunata Nazionale 2019.

$12)    Se si verifica la volontà positiva del fare, si dovrà poi passare alla fase della ricerca delle risorse necessarie. Non dobbiamo correre il rischio di avere le risorse e non la volontà del fare.

$13)    Sappiamo tutti dell’impegno immane che dovremo assumerci ma non dobbiamo dimenticare la nostra storia: siamo la Sezione di Milano, dove si è costituita l’Associazione Nazionale Alpini.

$14)    Questa responsabilità storica ci seguirà fintanto che esisterà l’Associazione Nazionale Alpini. Quindi nessuno deve sentirsi solo ed isolato, a partire  dal presidente, ai vice, ai consiglieri, ai capi gruppo e, in particolare, ai nostri soci.

$15)    Per la nostra Sezione, ci può essere anche un motivo di crescita morale, numerica e valoriale. Tanti ci danno fiducia e noi non la vogliamo tradire. Insieme possiamo e dobbiamo farcela.

$16)    Tutto questo deve avvenire in piena autonomia dai partiti e dalle amministrazioni pubbliche ad ogni livello.

$17)    Rispettiamo tutte le istituzioni, ma nel contempo pretendiamo lo stesso rispetto. Pronti sempre a collaborare senza essere mai strumentalizzati da nessuno.

In pratica siamo già precettati. Certo è bellissima l’Adunata a Milano; tutti dicono “ce la possiamo fare” ma voglio vedere in quanti saremo “a fare”.

Senza dubbio per noi di Cassano ci sarà doppio impegno: a meno che si rinunci a rendere omaggio al Generale Perrucchetti !?!

Ho fatto un po’ i conti in casa nostra.

Con gli attuali iscritti al Gruppo l’età media nel 2019 sarà di 67 anni. Credo che lo stesso discorso valga per gli altri Gruppi.

Il Beato Don Carlo Gnocchi ha detto: Gli alpini non dicono nulla, marciano, lavorano e tacciono. Quasi ostinatamente non chiedono nulla. Anche l’eroico per loro e normale, lo straordinario è ordinario. 

Purtroppo erano altri tempi: i commenti li lascio alla discussione finale.

Il 2015 sarà l’anno italiano per la commemorazione del Centenario della Grande Guerra: ufficialmente non sappiamo ancora quello che la nostra Amministrazione Comunale vorrà fare, posso solo dirvi che hanno già chiesto la nostra collaborazione che di sicuro non mancherà.

La nostra Associazione non si troverà certo impreparata ad un simile evento: è dal 1919 che gli Alpini ricordano i Caduti della Grande Guerra. Noi alpini di Cassano, come in tutta la nostra Associazione, siamo già partiti.

Abbiamo ultimato i lavori di restauro delle lapidi ove sono trascritti i nomi dei Caduti cassanesi,

però quello che interessa alla nostra Associazione, non è tanto un’idea di commemorazione quanto piuttosto il ricordo dell’uomo semplice, del suo infinito coraggio e senso del dovere. L’uomo che ci faccia pensare e riflettere per poi passare alla compassione ed alla ammirazione.

 Ed allora occorrerà, per prima cosa, fare in modo che i nomi incisi sui monumenti ai Caduti presenti nelle nostre città e nei nostri paesi, tornino ad essere abbinati ad un essere umano fatto di carne, di sangue e di ossa. Ad un essere umano che aveva i suoi affetti familiari, le sue amicizie, le sue attività come chiunque di noi.

Occorre, cioè, restituire la dignità di uomo a quello che oggi altro non è che un semplice nome inciso sulla lapide ed è quello che sto facendo con le varie ricerche.

Abbiamo molte altre cose da proporre: è già stato programmato un incontro con i ragazzi della 5 liceo di Cassano, stiamo preparando una mostra con disegni di uniformi usate durante il conflitto con gigantografie di divise alpine dell’epoca, programmeremo una serata di cori alpini e la proiezione di film attinenti al tema sulla Grande Guerra.

Ritornando a parlare della nostra realtà, credo sia opportuno ricordarvi alcune regole principali che sono alla base del nostro essere associato.

Molte volte percepisco qualche disagio e apatia: aleggia un po’ di pressapochismo e senso di fastidio quando Vi illustro i compiti da svolgere. Se sono io a causare ciò non dovete far altro che dirlo e se proprio, in questa assemblea avete la possibilità di sostituirmi.

Iscrivendovi all’A.N.A. avete accettato di rispettare Statuto e regolamento: dovete accettare quello che l’Assemblea dei Soci stabilisce ed il Consiglio di Gruppo con il Capogruppo devono far rispettare. Il capogruppo non impone nulla ma ha la responsabilità di vigilare e di dare disposizioni alle quali ci si deve attenere, il capogruppo non è un dittatore ma non deve nemmeno lasciare che nasca anarchia. Apparteniamo tutti ad una Associazione democratica e siamo tutti volontari quindi possiamo andarcene quando vogliamo. Se si rimane, si accettano le regole.

I malintesi nascono e si risolvono, non accetto risentimenti nei miei confronti. Le critiche devono essere fatte nelle sedi opportune e non tra i banchi del mercato cittadino. Il Gruppo è composto da Alpini e da uomini, non siamo maschilisti ma purtroppo decidiamo noi e Vi  pregherei di ricordarlo a chi si intromette nelle nostre scelte.

I consigli sono bene accetti da tutti ma sarebbe opportuno che la gestione e le decisioni venissero fatte dagli associati: evitiamo i condizionamenti esterni anche quelli delle mogli.

Quando sono diventato capogruppo ho introdotto la serata del sabato quale incontro con le nostre famiglie ed ho sempre ringraziato le nostre donne, mogli, mamme e compagne perché senza di loro noi saremmo in difficoltà. Loro ci supportano e sopportano, ma non sono nel consiglio direttivo.

Le attività di questo 2014 appena passato ci hanno visti particolarmente impegnati sia nel campo comunale che nel campo della solidarietà, senza tralasciare gli impegni associativi, completando pienamente tutto il programma delle attività approvate dal consiglio di Gruppo (potete leggere tutte le attività svolte sul foglio che avete ricevuto).

Nel 2015 si ripeteranno le attività che già da anni sono consolidate e in più avremo diversi impegni legati al ricordo del Primo conflitto Mondiale, dovremo restaurare il monumento di Perrucchetti e programmare la ricorrenza del centenario della sua morte avvenuta il 5 ottobre 1916. Sicuramente quello più impegnativo sarà il cambio della nostra Sede.

Quasi tutti Voi avete condiviso con me l’evolversi delle nostre sedi, che consideriamo la nostra seconda casa. Nussuna notizia ho trovato sulle sedi precedenti alla ricostituzione avvenuta nel 1962 so solo che quando il Gruppo si ricostituì nel 1962 la sede era presso la “Trattoria al Cappello” poi nel 1968 ci spostammo nei locali della sede di un partito, che faceva capo a Mario Bazzi. Per un breve periodo (se non ricordo male) fummo parcheggiati nei sotterranei del grattacielo in Via Dante. Dopo la grande manifestazione del Centenario (1972) l’amministrazione comunale ci mise a disposizione gratuitamente i locali di Piazza Matteotti (l’ingresso era dal Vicolo delle Carceri) in condivisione col Circolo Fotografico Cassanese: fu un grande successo del nostro vecio Gino Ascani.

Nel 1989 finisce la condivisione dei locali con il Circolo Fotografico e si fanno piccoli lavori di riordino: in questo periodo sono capigruppo Casiraghi e Moretti.

Nel 1999 si procede alla ristrutturazione completa della sede: un super lavoro che ricordiamo ancora: pochi anni dopo l’ingresso fu spostato in Piazza Matteotti.

Nella primavera del 2007, nel pieno dei preparativi per il 135° delle TT. AA., abbiamo fatto il trasloco in questi locali: una bellissima sede, apprezzata da molti ed invidiata da tanti.

Ed eccoci al 2015 pronti per un altro trasloco: ci auguriamo sia l’ultimo. Molti di Voi hanno già visto la nuova “location”. Essendo un punto all’ordine del giorno, ne parleremo successivamente. Dico solo: “ragazzi rimbocchiamoci tutti le maniche, c’è da lavorare!”

Permettetemi, infine, alcune considerazioni personali anche se a qualcuno potranno sembrare presuntuose. Spesso sono profondamente preoccupato per il momento non facile che la nostra Italia sta vivendo. I valori e gli ideali per i quali i nostri nonni e i nostri padri combattevano, soffrivano, morivano, sono spesso vilipesi e traditi. Molti giovani sono senza certezze e pochi sono quelli che ancora credono nella famiglia, nella solidarietà, nel rispetto dei doveri, prima di reclamare i diritti.

Potrei continuare a lungo, ma mi fermo, perché alla fine mi rendo conto che noi Alpini viviamo in una specie di mondo parallelo, in cui esiste ancora l’amor di Patria, l’affetto per la famiglia, il rispetto delle tradizioni e della nostra storia.

Un mondo in cui gli uomini sono rispettati non in virtù della carica che rivestono, ma per le loro qualità morali e per la coerenza delle loro vite.

Un mondo di uomini che inorgogliscono quando vedono sventolare la nostra Bandiera o sentono l’Inno di Mameli o il Trentatré.

Un mondo prezioso anche per quelli che non fanno parte della nostra Associazione ma che ricorrono a noi quando c’è bisogno di lavorare seriamente e disinteressatamente.

Un mondo in cui non dobbiamo rinchiuderci ma che possiamo e dobbiamo allargare a tutta la collettività che ci circonda. Ho ricordato più volte che i princìpi base dell’Associazione Nazionale Alpini sono: la memoria, la solidarietà e l’amicizia.

Anche noi, individualmente, dobbiamo perseguire sempre questi scopi, tralasciando campanilismi e orgoglio personale e superando malintesi con la volontà di restare sempre uniti e di proseguire sulla strada dei nostri “veci”.

Dobbiamo dare a tutti qualcosa, non solo sotto forma del rinnovo del bollino, dobbiamo mettere il meglio di noi stessi nel nostro Gruppo, partecipando alle varie attività; dobbiamo essere presenti alle manifestazioni, nazionali e sezionali, dobbiamo impegnarci nelle varie forme di solidarietà verso chi ha bisogno, nei nostri paesi e fuori.

Sono grato a tutti voi indistintamente per la stima e l’amicizia che mi avete sempre dimostrato in questi  anni di mandato, denso di lavoro e, oso dire, di buoni risultati.

C’è ancora tanto da fare, ma sono sicuro che tutti insieme centreremo gli obiettivi che ci siamo posti in un sano rapporto di amicizia e collaborazione.

Viva gli Alpini, viva il Gruppo di Cassano d’Adda, viva l’Italia.

Il capogruppo

                                                                                  

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